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martedì 2 aprile 2013

"Qui era tutta foresta" - African Journal DAY 0

Disambigua titolo - non si parla di imponenti opere di depilazione.

Posso dividere le mie vicende umane in un certo numero di capitoli.
Per Ambientazione (annovero 7 traslochi in meno di 10 anni di vita pseudoadulta), per relazioni (pure sui fidanzati/conviventi c'ho dei numeri), per lavori svolti (che a leggere il mio cv mi si potrebbe etichettare come Molto confusa o Molto versatile. O perfidamente quasi Molto vecchia. Ammetto solo la seconda.)
Ma se parliamo di Ere, di Epoche che marcano CorpoMenteSpirito in un'unica passata, si staglia sul mio orizzonte esistenziale un meraviglioso stupefacente viaggio:
e la mia vita si divide in Avanti Africa (A.A.) e Dopo Africa (D.A.).


A volte le cose nella vita arrivano, senza averle dichiaratamente cercate.

Quando sono Tue, 
quando ti immagini nel quadretto di una certa esperienza e senti profumo di infinito, 
quando ti immagini indossare panni che sembrano fatti su misura proprio per la versione Deluxe di te stessa - allora può capitare di avere una sola risposta ad una domanda posta a bruciapelo "Vuoi?"
e quella unica spontanea risposta, pronunciata quasi senza pensare è "Quando si parte?".



Ormai più di due anni fa, degli amici, alcuni già stretti, altri all'epoca solo conoscenti, mi hanno proposto di partecipare alle attività di una associazione di volontariato.
Si organizzano eventi (concerti, cene, tornei, mostre etc) per raccogliere fondi e finanziare la costruzione di pozzi d'acqua in Africa, nei villaggi che non hanno salubri e/o accessibili punti di approvvigionamento nei paraggi.

Non ne sapevo una beata fava di tutto ciò. Nè di Onlus, nè di volontariato, nè di Africa se proprio vogliamo dirla tutta. Ho anche pensato cinicamente Ok beeello eh, ma. Con tutto ciò che serve al mondo, difficoltà e sofferenze le posso trovare ad ogni semaforo, in ogni ospedale di ogni paese... fino in Africa bisogna andare?

Poi ho capito una cosa. Che dalle parole ai fatti si passa in un modo solo.
FACENDO le cose che si possono fare. Quando si possono fare. Come si possono fare. Che i dubbi e i MA servono solo a trovare scuse, rimandare.
Che tra il milione di ipotetiche iniziative in cui indirizzare (chissà-forse-un giorno) tempo, energie, denari, creatività - si stava distinguendo qualcosa di concreto. DA FARE. ORA. INSIEME.




Se ti offrono una fetta di tiramisù e tu rispondi eh però ci sono un sacco di altri dolci che potrei mangiare. C'è la saint honorè, la torta di mele, sai che buona la meringata? E poi c'è un sacco di bisogno di profiteroles al mondo! Ebbene ci sono buone probabilità che tu possa restare a digiuno, pensaunpò.

Io ho messo la mia parte cinica e dubbiosa a giocare a Giralamoda sul pianerottolo e ho iniziato a preparare le valigie nei miei sogni. E a rimboccarmi, gioiosamente, le maniche nella pratica.

Prima di partire per una spedizione dell'associazione è passato un po' di tempo, nè era così scontato e ovvio che sarebbe accaduto. Ma fin dal primo istante ho desiderato vivere questa esperienza. UNICA E STUPENDA.

La scorsa estate sono partita per un viaggio in Zambia. Le tre settimane trascorse nel continente africano, a contatto con l'umanità che vive quelle latitudini, sono state un regalo della vita pazzesco. Intense come tre anni, volate come tre giorni.
Spero di tornare in Africa anche quest'anno, oggi abbiamo intavolato le prime ipotesi per la prossima estate. 



Fin'ora abbiamo seguito e organizzato i lavori per la costruzione di numerosi pozzi, l'associazione in circa tre anni ne ha realizzati ben 23 nella zona sud orientale dello Zambia. Il governo locale ne costruisce meno di 10 l'anno nelle stesse zone, per dire. TantaMAtanta roba.
Questi risultati, se mai fosse sorto alcun dubbio a riguardo, garantiscono che non sono stata laggiù, sotto il cocente sole africano, in tutto il mio pallidume, con la pala in mano a scavare terra rossa in cerca di oro blu.
Con gli altri volontari siamo stati responsabili di organizzare e monitorare le imprese che hanno realizzato le opere in loco, verificando con i nostri occhi la destinazione di ogni singolo centesimo versato fin lì, nelle casse dell'associazione.
E da allora mi è parecchio più chiaro perchè si utilizza il termine IMPRESA per le ditte che creano opere varie.
Abbiamo vissuto Avventure variopinte anche nelle fasi più banali di ciascuna opera.
Ne ho decine da raccontare.
Durante quelle settimane di costanti imprevisti - tali da stressare anche un monaco zen, ho capito profondamente quanto valesse l'operato di Francesco, un uomo pazzesco, un missionario che vive laggiù da oltre 50 anni e che ci ha ospitati e seguiti nelle nostre iniziative.
C'è una frase che ripete spesso, mentre attraversa la savana a bordo del suo 4x4 ammaccato: "..qui era tutta foresta..".
Io ne ho compreso il VALORE immenso solo coi piedi impolverati di quella terra rossa e magica.



Ho intenzione di raccontarti un po' di cose, lo farò rubando parole al diario che ho scritto mentre ero laggiù. E userò queste immagini che ho scattato totalmente rapita.
Gira leggenda che io non abbia visto un solo pezzo d'Africa senza il filtro dell'obiettivo della mia Canon. E c'è del vero.


Da quel Sì, ci sto ho raccolto talmente tanto.. amici, esperienze, emozioni molto forti.
Sono tanto più ricca.
La vita D.A. ha un sapore nuovo e il mal d'Africa è un fatto. Ineludibile.
Ammalarsi di questa nostalgia è un imprevisto che auguro di cuore a chiunque.

9 commenti:

  1. Ah Olivia, come ti capisco!! Io in Africa ci sono stata quasi 8 anni fa, e ancora adesso è un evento, se non l'evento fondamentale, che ha cambiato la mia percezione della vita e dell'esistenza. Ogni volta che ci ripenso, mi salgono dal cuore un sorriso e un sospiro...chi non c'è stato non capisce fino in fondo cosa ti lasci addosso quella terra rossa.
    Sono mesi che mi riprometto di parlarne nel blog e ancora non mi ci sono messa (anche io coadiuvata dal diario quasi quotidiano che ho tenuto laggiù).
    Non vedo l'ora di leggere e vedere pezzetti di Africa anche su questi schermi! :-)

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    1. Ho letto i tuoi post africani, daje.. motiviamoci a vicenda a condividere questi tesori di esperienze.. ogni volta che ne parlo mi emoziono ;)

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  2. Risposte
    1. Si invidia ciò che si desidera, credo.. Ti auguro perciò di farti presto un viaggio simile ;)

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  3. Con le tue foto e il tuo racconto mi hai fatto percepire cosa di buono sanno fare le persone, buttandosi in un mondo sconosciuto. Mia mamma lo fa per aiutare una suora della Guinea, un posto veramente dimenticato. Non so nemmeno da dove abbia tirato fuori questa capacità organizzativa, visto che è sempre così "sulle nuvole"...fatto sta che oltre ai pozzi, alle piantagioni, alle galline, ai maiali...ora stanno costruendo una scuola! Sembra impossibile...complimenti per il tuo lavoro, veramente un dono quello di saper dare così tanto.
    Un bacio!

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  4. Complimenti davvero alla tua mamma!!!! Saper dare - per qualcuno è un talento, per altri un antidoto. Io penso di essere tra questi ultimi. E se penso a quanto ho dato.. non è nemmeno briciolo di quanto ho già preso da un viaggio così prezioso ;)

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  5. Complimenti, deve essere stata un'esperienza (come hai detto )che ti ha cambiato.
    Non sono mai stata in Africa, ed il mio desiderio è di andarci un giorno.
    So da amici che hanno fatto la tua esperienza attraverso un'associazione come ti rimanga quel Mal d'Africa di cui tanti parlano. E poi si sentono meglio, perchè aiutare tutte quelle persone ti da una sensazione di gioia indescrivibile; e calarsi nella semplicità e nella povertà di quelle popolazioni che poco hanno e danno tanto ci può solo che arricchire.
    http://blogpercomunicare.blogspot.it/

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