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mercoledì 22 maggio 2013

MOLTO VIVA.

E' ovatta quella che mi protegge.
Si è infilata nelle orecchie, circonda il cuore, mi avvolge la testa e i pensieri.
Ovatta morbida. Per i colpi troppo duri.
La sento quasi fisicamente.

La riconosco, è un salvavita che mi rinchiude in un bozzolo. Era già successo in altri duri passaggi.
Ovatta che avvolge una crisalide.
Che si trasformerà in farfalla.
Per farlo deve morire e rinascere danzando fuori dal guscio che la protegge, deve uscire nuda, spogliarsi dal suo abito di seta.

Da due giorni so che non ci sei più e che lo hai scelto.
Il tuo gesto me l'hanno raccontato piano delle voci amiche e rapide parole su un giornale.
Surreale àncora che mi ha portata giù giù, in apnea, in profondi spazi dove ho trovato tracce di antica polvere scura.


Di polvere scura ci si può inquinare. Di polvere scura si può morire.
Da te, nel labirinto della tua mente, non soffiava abbastanza forte quel vento fresco che ripulisce, che rigenera, che alla polvere scura - fottuta - la butta in un angolo e la fa dimenticare.
Ti mancava il vento che fa rinascere altrove. Lontano dalle macerie.
Che ricostruisce il mondo intatto e luminoso anche dopo l'apocalisse.

L'apocalisse ci aveva sepolto anni fa. Insieme e separati da montagne invalicabili di cui è restata traccia di quella polvere nera pesante.
Forse a te mancava l'ovatta, amico mio.

Mancava ovatta e vento che ha semi forti di primavera e darà frutti.
E l'estate ne sarà piena.
D'estate non si avrà più fame.

Morivi troppo spesso e rinascevi di rado in questi ultimi anni.
Ma quando eri vivo.
Ah, quando eri vivo, maestro.. Hai insegnato quello che c'è da sapere.
Sapevi vedere. Sapevi arrivare. 
E restare.

Resti.
Profondo. Sei tu stesso un seme, nella vita mia e di tanti.
Sapessi quanto hai generato.
Parlavi di quanto avresti voluto, davanti ad un figlio poter dire, "questo io ho fatto".
Ora guardaci e vedi quanto abbiamo fatto tutti anche grazie a te.. Con te.
Prenditi i nostri successi come i tuoi.
Te li dedico oggi, quelli passati e i futuri, come li dedico a un padre.

Cento volte al giorno prendo respiri pieni coi quali risalgo dall'abisso e poi pesante torno giù.
In certi momenti mi distraggo e penso che ci hai preso per il culo, che non è vero, è stato solo un brutto sogno.
Poi invece incontro questa realtà intollerabile, nel quale hai tirato violento il tuo sipario.
Attore, istrione. 
Autentico e nascosto. Ti si scorgeva la realtà blu dagli occhi.
Regalavi arte pura e poesia ma quest'epilogo della tua storia lasciamelo dimenticare, se potrò.
E' insostenibile.

Ti incontro ora nella candela che resta accesa sul davanzale per te.
Ti ho incontrato l'ultima volta due anni fa. Incontrato o quasi, perchè ancora polvere nei passi ti teneva in una nebbia leggera.
Ero sulla soglia di un nuovo gioco da iniziare e ancora una volta una tua frase fu un trampolino per un tuffo felice.
Gli angeli volano perchè si prendono alla leggera.. è una delle mie frasi per la vita e me l'hai insegnata tu.
Ti chiesi un paio di ali di metallo e piume che ti ricordavo addosso, ci volevo fare delle foto e così è andata.
Son rimaste a me, lo sai?
Mi hai lasciato ali ed è un pensiero che mi percorre come un brivido. Se non è magia questa?!
Ne avrò cura. Le terrò aperte. Le so usare, io so volare.
Ero una polla e mi hai insegnato a volare in alto, ricordi?
Non potrò dimenticare. Mai.

Ci vediamo su, dove è solo Luce,
ora su questa giostra sono un angelo, lo sai, che ha ancora da godersi il suo giro con il viso al sole e al vento.  
Il tuo l'hai finito - e giù dalla giostra in un black out.
Ma l'amore non finisce. Quello non fa che trasformarsi.

Da crisalide, in questa ovatta che mi protegge un po' dal dolore, sto scomoda,
mi sembra di soffocare, lo stomaco ritorto, molto buio intorno,
ma saprò aspettare.
Piangerò ancora tutte le lacrime che serviranno.
Lascio che questo duro colpo mi rinchiuda nel bozzolo che mi trasforma, ancora.

Per poi danzare nell'aria di nuovo,
nuda, nuova, colorata,
molto viva.
Ho preziose ali che mi hai lasciato tu.

6 commenti:

  1. Sei arrivata in tutte le corde utili per suonare una sinfonia leggera, che mi auguro ti arrivi e ti aiuti a illuminare questo buio. Un abbraccio.

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  2. Un ricordo delicatissimo e toccante, grazie per averlo condiviso con noi.

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    1. Condividerlo è un modo di amplificarlo e radicarlo. Ne ho avuto bisogno.

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  3. Parole soavi e delicate per un saluto. Non è facile parlare di questo in un post. Tu lo hai fatto benissimo ed io ti abbraccio :)

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    1. Grazie Manuela, prendo anche il tuo abbraccio

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