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sabato 20 luglio 2013

Il coraggio della leggerezza

Scendo dal tram in via Torino a Milano, ed è come calarsi in un frullatore.
Sola e shekerata in questa multiforme fauna che va a caccia nella stagione dei saldi.
Prendo la Mia Direzione e mi infilo in un vicolo riparato, dove compare un minuscolo e delizioso cinema che prima di oggi non esisteva.
Per me.
Mentre invece è lì, al suo posto da prima che nascessi, e già questo è il primo miracolo di questo pomeriggio necessario.
In pochi passi cambia il ritmo della falcata, il respiro rallenta, sembra un salto temporale. Anche il vociare sembra spegnersi e allontanarsi di decenni. Sicuramente un salto di dimensione.

La condizione perfetta per questa mia missione.


In questo gioiellino, il cinema Centrale di Milano, sono venuta a vedere un film che ho cercato. Anzi che mi ha trovata.
Un film indipendente, girato con cuore infinito. Si chiama "Tra 5 minuti in scena" diretto da Laura Chiossone e interpretato da Gianna Coletti.
Parla di Gianna, che interpreta se stessa in una storia ispirata alla sua vita e che dalla sua vita prende in prestito immagini, onestamente. Lei è una figlia che è diventata madre di sua madre. Sua madre ha più di 90 anni, non è autosufficiente ed è non vedente.
Ho letto del film su una rivista. Proprio a casa dei miei, dove vedo la mia mamma ogni giorno accudire papà. Nell'intervista Gianna parla di leggerezza, di come affronta il rapporto con questa "mamma a carico" e di come il loro rapporto sia mutato e rimasto, nell'essenza, ancora lo stesso. Nel film c'è tutto questo.

Avevo bisogno di vederlo.

Prima da sola, magari. Per potermi commuovere senza freni particolari, quando servisse. Ed è molto servito.
E di farlo vedere, poi, a mamma, a mia sorella, magari ai miei fratelli. A mio papà anche, su quel televisore che guarda - e non capisco mai fino a che punto Segue - per 12 ore al giorno.
Senza aspettarmi nulla.
In questi anni, vediamo papà scendere, gradino dopo gradino, lungo il suo declino fisico e mentale. Cambia, lentamente, ogni giorno cambia e diventa sempre meno autosufficiente, meno lucido.
Trasformare il dolore di questa esperienza è un esercizio quotidiano. Per tutti noi che lo amiamo, per mamma che lo accudisce. Per lui stesso, che è molto più cosciente di quanto non sembri.

Sono anni che ripasso ogni giorno questa lezione enorme:
il Cambiamento e' la condizione permanente di questa esistenza.
Roba grossa, mica dettagli.
E nel tempo ho imparato a prendere la tristezza, l'impotenza, la rabbia, la paura e farne un impasto,
al quale aggiungo gli stessi ingredienti che ho visto usare da Gianna nel film.
Sorriso, leggerezza, presenza, pazienza, accettazione, comunicazione.
Li mescolo, è una ricetta difficile perchè questi ultimi ingredienti, spesso, sono così difficili da trovare.
E il forno in cui cuoce questo impasto delicato è il Cuore.
E non solo. E', anche, la Consapevolezza/Fede che Tutto questo è Vita.
E racchiude insegnamenti profondi.
E' una scelta l'amore. Diametralmente opposta alla paura.
Serve coraggio e concentrazione per fare questa scelta ogni giorno.
Ci sono cedimenti,
ci sono giorni che Fanculo ridatemi mio papà, destino infame,
ci sono lacrime amare e dubbi sulla vita stessa, e affiorano come iceberg pericolosi durante la navigazione.
Ma guardami, sono il capitano coraggioso della mia anima. Indomita proseguo lungo la rotta, che è l'unica in cui sento di riuscire a vincere la tempesta.
Capitan Findus mi fa una pippa.
Niente è surgelato qui.
Tutto è vivo, e come tutto ciò che è vivo, fiorisce e passa. Si trasforma. 
Ci piango disperata a volte per l'incapacità di fissare certi attimi... che invece finiscono, immediati, per definizione.
L'attimo che preferisco è quello in cui incontro lo sguardo ironico e tenero dell'uomo che era - ed è ancora - mio padre. E per mezzo secondo riesco a intravedere un sorriso sul suo volto, per qualche cazzata che gli dico in dialetto, per qualche battuta che invento.
Lo scolpisco nella memoria, quel sorriso, vivido, quando affiora dalle nebbie.
E ringrazio la Vita che mi rende capace di rispondere a quel sorriso, oltre che di provocarlo. 

Voglio ringraziare Gianna per il film e per il blog Mamma a carico. Perchè sono un regalo meraviglioso.
Oltretutto, per me che sono anche attrice oltre che figlia, si tratta di una autentica lezione di generosità, impareggiabile. Grazie per il tuo coraggio. Prezioso coraggio della leggerezza.

Esco dal cinema con le lacrime agli occhi e una sensazione di rassicurazione nel cuore.
"Allora sono sulla strada giusta" penso, perchè ho rivisto in quella storia molti dei miei gesti e lo stesso spirito con cui anch'io cerco di vivere questa realtà, a volte così dura.
Cammino lenta, a passi corti lungo il vicolo, così ho tutto il tempo di respirare questa sensazione e radicarla a fondo. Senza rischiare di perderla, mentre rientro nel flusso caotico di questa città veloce.

La mamma di Gianna è passata oltre, pochi giorni fa, proprio mentre il film è uscito nelle sale.
Lei ha scritto sul blog "La mia bella mammetta si è ritirata dalle scene nel suo massimo splendore, come Greta Garbo". Ho sorriso e ho pianto. 
La vita è una regista sorprendente, e sono certa che Gianna Sa che il suo rapporto con quell'anima non è terminato, si è solo, ancora una volta, trasformato.

6 commenti:

  1. Parliamo di tutto, parliamo di noi, dei viaggi, dei sorrisi e delle lacrime in questi blog. E poi capita che si parla della vita, quella vera, ed è anche difficile da commentare. Tanto di cappello a te, per come l'affronti, a tua madre e a chiunque debba far fronte a situazioni così difficili da gestire che non si capisce nemmeno da dove prenderle.
    Un abbraccio.

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    1. Le si prende come si riesce. Le si prende con leggerezza anche. L'amore ci riesce.
      GRAZIE A TE per il tuo abbraccio

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  2. La leggerezza è un filtro difficilissimo da avere, soprattutto quando la vita, con i suoi maiuscoli, diventa pesante, pesantissima. E chi lo ha, come te, ha tutta la mia stima. Un abbraccio.

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    1. Grazie Valeria. Un Maiuscolo Abbraccio a te

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  3. Questo post è molto intenso e toccante. Mi associo a Berry nella difficoltà di commentare, ma GRAZIE per condividerlo sul blog. Aiuta tanto, in mezzo alla frenesia e al caos quotidiano, fermarsi a riflettere sulla Vita vera. Grazie Olivia.

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    1. Guarda che mi commuovo eh. ;) GRAZIE A TE.
      Mi sta venendo un bel callo della condivisione. Sono molto molto felice che stia accadendo. Vorrei fosse contagioso per chi, diversamente da noi, vorrebbe e non ci si mette. Raccontare, manifestarsi.
      Penso sia un bell'esercizio di "presenza".

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