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venerdì 7 novembre 2014

New York City - Once in a lifetime


E' come incontrare una celebrity. Ti sembra di conoscerla, e pure bene. Perché ne hai visti tanti di suoi profili, interpretazioni, ne conosci i punti deboli e le qualità che la rendono unica.
Hai quella sensazione di Déjà vu. 
Che poi. Non so se ti è mai capitato di incontrare davvero dal vivo un cosiddetto vip. Quando mi capita mi sento un po' pirla perché mi verrebbe da salutare il personaggio di turno come un vecchio amico Ohi, ciao, come te la passi, è da un tòcco che non ti vedo.

lunedì 29 settembre 2014

Ri-Conoscersi - African Journal DAY 13

(Stai leggendo una pagina di AFRICAN JOURNAL - il diario del mio viaggio in Zambia nel 2012.
Trovi il resto sotto l'etichetta Africa. Sì, qui le cose semplici vanno alla grande.
Se vuoi altre info sull'associazione con cui sono partita, scrivimi, orsù: esplorattrice@gmail.com)

h 13:10 Chipata


Questa è una mattinata assurda. Innanzitutto piove e ci saranno 15 gradi al massimo. Savana e ombrelli. Un freddo barbino. E sono certa di trovarmi qui nella stagione secca. Pazzesco.

Siamo partiti alle 7:30 in direzione POZE e a seguire, seconda tappa a CHIKUWE. Che poi anche a segnarsi i nomi e a googlearli, non li trovereste comunque ma tant'è. L'unico navigatore satellitare in nostra dotazione è Bambo Francis.

mercoledì 18 giugno 2014

Meglio di Jurassic Park - African Journal DAY 11 e 12

(Stai leggendo una pagina di AFRICAN JOURNAL - il diario del mio viaggio in Zambia nel 2012.
Trovi il resto sotto l'etichetta Africa. Sì, qui le cose semplici vanno alla grande.
Se vuoi altre info sull'associazione con cui sono partita, scrivimi, orsù: esplorattrice@gmail.com)

  h 7:41   South Luangwa National Park ZAMBIA - DAY 12


I miei consigli per un felice soggiorno al Marula Lodge del South Luangwa National Park:
- scegliete un bungalow lontano dalle piante. Mi ringrazierete.
- sistemate la zanzariera a tenda sopra al letto prima che faccia buio. 
Lo so, dovrebbe essere ovvio. Ma se, come me, avete abbassato la guardia riguardo al timore delle malefiche zanza malariche, dal momento che sull'altopiano non ne avete incontrate, ci penserà una di loro a punire la grave noncuranza.
Perfida. Zanzarerà nella vostra orecchia sinistra per tutta la notte. Il messaggio terroristico subliminale "buahaha moriraiiii" non garantirà un dolce riposo.

Sbagliando si impara. 
Il mio bungalow era perl'appunto sotto una magnifica pianta.
Chi poteva immaginare fosse il parco giochi prediletto da un branco di scimmie scalmanate? Babbuini bastardi.

giovedì 1 maggio 2014

Quella volta che guidava Marilyn

Sono inesorabilmente bionda.
Nel senso più stereotipato del termine. Una Marilyn sovrappensiero alberga in me.

Ed è proprio per farmene una ragione, e amarmi così come sono, che è accaduto tutto questo. E' chiaro.

Al casello dell'autostrada ho notato di essere appena entrata in riserva.

Potrei anche fermarmi qui col racconto, vero? Lo so. Epilogo scontato.
Avevo la mia amica Cina a bordo e uno sconosciuto utente di blablacar che avevo caricato pochi kilometri prima. Si chiama blablacar il servizio no? A allora si chiacchiera. E io come chiacchiero ah, ero allegra pure e allora via di parole che è un piacere.

Passano non so quanti kilometri.
Troppi e - IMPROVVISAMENTE - io lo so.
Sudorazione a mille. Il pensiero Usciamo alla prima o non ci arriviamo al distributore si impone come un ordine. Lo dico ai passeggeri. Silenzio di imbarazzo. Ma no dai, vedrai ci arriviamo mi dice il malcapitato car surfer. Povero, ignaro.
Non lo ascolto. Per fortuna, col senno di poi.
Esco dall'autostrada, dopo pochi kilometri e a 2 soli dal primo distributore segnalato dal navigatore, l'auto si spegne.
Mi sale un'onda di vergogna tale che mi impedisce di dire ai miei passeggeri -  e lo scopriranno solo leggendo qui - che io so perfettamente come procedere. Perchè mi è già successo, di restare a piedi senza gasolio.
Non lo riesco nemmeno a dire. La vergogna è un'emozione potente.
Non mi faccio paralizzare e anzi agisco. Appena la macchina si spegne, tengo a bada commiserazione e imbarazzo. Accosto, e in 4 secondi netti scendo e mi sbraccio.
La prima auto che passa si ferma.
E già di per sè, è un fatto eccezionale. (Ma a pensarci meglio, neanche troppo per una bionda, ci sono anche effetti collaterali positivi no?)

mercoledì 30 aprile 2014

Nella mia terra di mezzo

C'era una volta quella storia dell'eterna lotta tra Mente e Istinto.

Altrimenti conosciuti come Testa e Pancia, da altri battezzati Ragione e Intuito.
Gagliardi e determinati, entrambi. Spacconi per meglio dire, a volte.
Ho fatto il tifo per ciascuno a fasi alterne. Sono seduttori scaltri.
La sfida primordiale.
Dai, la conosciamo tutti. Certi schiaffoni. Duello eterno. Doloroso a volte.
Necessario direi.

Perchè a onor del vero, immaginarsi una Vittoria - con la V maiuscola proprio, definitiva -  di uno qualsiasi tra i due, sembra impossibile.
Non è cosa per questo mondo, per questa vita.
Lottano, ma sono necessari l'uno all'altro. Pensaci.

Parliamo però delle due palle che mi faccio a vivere nel mezzo di questa battaglia quotidiana. 
Mi sembra di non conoscere pace.  Immersa in un mare di incertezza, comoda come una trota sugli sci.

Poi un giorno mi arriva un messaggio. No, mica con uozzapp, parlo di roba spiritualissima.

domenica 30 marzo 2014

Nessun piano oltre a questi.

Non ho un piano.
Ne ho almeno 34 diversi. Intrecciati. Contraddittori. Portano tutti nello stesso posto. O almeno, ci scommetto.
Ad ogni bivio cambio rotta, provo a Sentire nella pancia quale sia la direzione per me.

Se mi azzardo a usare la testa, me ne pento il più delle volte. La coerenza non mi attrae. E spesso mi giudico per questo. A volte però è la paura che sta al timone. Maledetta.
(O benedetta?)
Quando c'è lei, mi guardo intorno, vedo quello che manca e mi sento di fallire.
Tragica, melodrammatica. Quanto mi prendo sul serio a volte? Pure troppo.
Per scegliere la propria Via, forse basta chiudere gli occhi, senza paragonarsi, ai percorsi degli altri o magari ai percorsi ideali?

Nel silenzio si può ascoltare. Dove si va adesso? Cosa mi serve? Cosa desidero? 

Cerco solo di non dimenticare che conta solo COME. Che dove vado non importa a nessuno.
E' COME vivo che ha valore. Per me, e di riflesso per chi condivide i miei percorsi.

Giusto?

Ma a chi lo devo chiedere se lo è, giusto, ciò che scelgo? Non c'è risposta fuori. E' tutto dentro. Qui.
Me lo dimentico ad ogni angolo. Ho la memoria di Dory, la pesciolina di Nemo.

lunedì 17 marzo 2014

Adrenalina road - African Journal DAY 10

(Stai leggendo una pagina di AFRICAN JOURNAL - il diario del mio viaggio in Zambia nel 2012.
Trovi il resto sotto l'etichetta Africa. Sì, qui le cose semplici vanno alla grande.
Se vuoi altre info sull'associazione con cui sono partita, scrivimi, orsù: esplorattrice@gmail.com)

 h 11:06  Chipata ZAMBIA - DAY 10

Bulashu è uno dei villaggi in cui l'associazione ha scavato un pozzo lo scorso anno. Lo stiamo visitando questa mattina. Il pozzo funziona, anche se dal numero di pompate necessario ad attingere l'acqua dobbiamo dedurre che le guarnizioni siano poco efficienti. 

La strada che percorriamo oggi vince il premio ADRENALINA fin qui. Mille milioni di buche. Ma cosa dico buche. Crateri. La jeep procede a fatica. Ma soprattutto.. il guado. Abbiamo da affrontare un guado in un fiume infestato dai coccodrilli.
Va beh non proprio. Ma si prospetta divertente e ci separa - insieme ad altre innumerevoli buche - dal prossimo villaggio in programma per questa giornata di verifica.

Questo è uno dei villaggi più isolati. Perfetto secondo i requisiti che l'associazione cerca di seguire. Ecco perchè siamo venuti a scavare proprio qui, il governo non lo avrebbe mai scelto come prioritario. Eppure ci vivono centinaia di persone.
Il prossimo villaggio è Tawanjala che in cinjanja significa sfuggire dalla fame.   

Uno delle decine di bimbi che ci osservano nella nostra pallida apparenza ha una reazione incontrollata. Scoppia a piangere. Siamo troppo mostruosi. Resta nascosto vicino alla mamma eppure non scappa. Ha questa emozione forte che lo fa singhiozzare dalla paura ma ci fissa curioso e sopraffatto dalla sorpresa insieme.

venerdì 21 febbraio 2014

Mi è scesa la catena



Sarebbe a dire: sono in panne. Ferma, impantanata.
Sono giornate bigie. Da dormite lunghissime.
Azioni compulsive. Disorientamento persistente.
Quelle giornate in cui qualsiasi cosa, anche la più banale decisione, è iperdifficile.

E mi vergogno.
Che lo so, ho problemi molto superficiali. Niente di serio. Scazzo generale. Niente va esattamente come vorrei. Capricci? sì, un po'.
Ma anche insoddisfazione motivata e diffusa. Democratica.
Niente di definitivo, determinante.
All'apparenza, dico io. Perchè se sto così una chiavica, qualche gancio profondo deve essersi mosso.

mercoledì 19 febbraio 2014

Che se rinasco voglio essere un gatto ad Istanbul

Ecco i custodi della città di Istanbul.
Randagi, ma mica troppo. Gatti, anche molti cani. Tutti ben pasciuti mi son sembrati codesti quattrozampe, ti dirò.
Sono a casa.
Le vie della città. I monumenti stessi. Le vetrine dei negozi. Ci vivono belli beati e sereni.

martedì 18 febbraio 2014

Turchia portami via - Istanbul, ritornerò

Ne avevo avuto il sospetto. Così, a sensazione.  
Guarda che Istanbul è un posto pazzesco, un crocevia culturale unico al mondo mi avevan detto.
L'unica città che sta in due continenti. Lei può. Asia e Europa. Shekerate. Millemila epoche diverse ammucchiate con fascino.
Non so se sia stata la febbre - di cappadocica origine, a darmi questa sensazione speciale.
Camminavo per le strade della città, imbottita di tachipirina e mi veniva voglia di perdermi. Costantinopoli fai di me quello che vuoi.
Ad ogni angolo una sorpresa, un segno contraddittorio, inaspettato, magico. Quasi un rituale di ipnosi continuo.
Poi però la febbre è passata, l'ho lasciata sul Bosforo, le ho detto vai và, che ti diverti, dietro ad uno dei centinaia di gabbiani che inseguono il traghetto, au revoir. La febbre se ne è andata, ma la sensazione magica no.
Istanbul mi ha stregata.


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