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giovedì 29 gennaio 2015

Lunedi sbagliato - African Journal DAY 17

(Stai leggendo una pagina di AFRICAN JOURNAL - il diario del mio viaggio in Zambia nel 2012.
Trovi il resto sotto l'etichetta Africa. Sì, qui le cose semplici vanno alla grande.
Se vuoi altre info sull'associazione con cui sono partita, scrivimi, orsù: esplorattrice@gmail.com)

h 20:00 - Mpangwe

Odio i lunedì. 
Questa giornata è stata cocente. Di sole e di delusioni. 
Le menzogne, le bugie. Ecco il veleno. La verità non mi fa così paura. Sono le menzogne ad avvelenare, il cuore, l'entusiasmo, la purezza. Che delusione profonda, come un lago ghiacciato in fondo alla pancia, ecco ciò che ho provato oggi.

Il villaggio di Cacevere o come cavolo si chiama, ci ha mentito. Tutto un villaggio ci ha preso per i fondelli. Questa poi.
Quel catino con l'acqua melmosa che ci hanno mostrato l'altro giorno, è stata un'esca studiata per impietosirci. Forse.
Questo dubbio ci ha scavato una fossa sotto ai piedi e da quella condizione - con lo stupore triste di quella incerta scoperta negli occhi - non riuscivo già più a guardare con lo stesso sguardo quei bimbi intorno a noi.
Quanto è accecante la rabbia? Abbiamo ricevuto uno sgambetto così ingrato da ammutolirci.


martedì 30 dicembre 2014

Sotto questo cielo - African Journal DAY 16

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h 20:40 Mpangwe

La volta celeste è una cupola profonda punteggiata da miriadi di luci. Miriadi. Rende l'idea? 
Tagliata come una terra fertile da un fiume in piena: la via lattea. E' uno spettacolo estasiante. 
Come sottofondo stasera sentiamo i canti delle donne radunate nei pressi della basilica qui a fianco. 
La nenia delle loro preghiere accompagna la nostra ispezione di questo cielo pazzesco alla ricerca di stelle cadenti. Abbiamo spento tutte le luci del cortile e la corte buia della missione fa da quinta al più grande spettacolo notturno. Immenso. 
Eccola! Ho visto la Mia stella. Espresso il Mio desiderio, pieno di Amore.

La giornata può dirsi conclusa senza rammarico.

 

domenica 23 novembre 2014

Inaugurazione - African Journal DAY 15

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h 8:00 Mpangwe

Un risveglio colorato da una piccola tristezza: due dei tre micetti nati l'altra notte non ce l'hanno fatta. Sono immobili e la loro mamma gatta ha smesso di leccarli. L'altro, il più piccolo continua a prendere il latte, chissà se si rende conto di brindare alla sopravvivenza.

C'è il sole e Fox non risponde al telefono. Senza la sua conferma che i lavori stiano effettivamente iniziando non ha senso partire da qui.
Ecco, ora il Nordico ha parlato con Bridge. L'impresa è ferma perché pare non abbiano i soldi per fare il pieno di benzina al mezzo escavatore. O CHISSA' PER QUALE ALTRO MOTIVO.
DINUOVO.
Davvero un pessimo inizio di giornata.



h 17:10 

Stamattina abbiamo incontrato Fox e Bridge al distributore di benzina a fianco dell'Hotel Protea a Chipata. Fox era al telefono con il suo capo. Ha un capo? Abbiamo scoperto che ha

domenica 9 novembre 2014

Almeno per un minuto - African Journal DAY 14

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h 11:57 Mpangwe

Ci  siamo persi. 
Siamo da qualche parte ad alcuni chilometri dalla missione di Mpangwe. Bambo Francis in questo momento sta chiedendo indicazioni ai passanti. Pertanto. Siamo nella savana e il nostro unico punto di riferimento ottuagenario sta andando per vani tentativi alla ricerca della pista che ci riporterà alla missione. Molto bene. 
L'unica certezza sono le buche. Ma cosa dico buche. I crateri. Ho una scrittura da terremoto potente, decifrare il diario sarà interessante.


Ecco il sunto dei problemi che stiamo incontrando stamattina: abbiamo visitato alcuni villaggi in zona, (molti di essi, più che villaggi veri e propri, sono Farms, piccole comunità agricole, le loro abitazioni sono versioni African Style delle fattorie nostrane),

venerdì 7 novembre 2014

New York City - Once in a lifetime


E' come incontrare una celebrity. Ti sembra di conoscerla, e pure bene. Perché ne hai visti tanti di suoi profili, interpretazioni, ne conosci i punti deboli e le qualità che la rendono unica.
Hai quella sensazione di Déjà vu. 
Che poi. Non so se ti è mai capitato di incontrare davvero dal vivo un cosiddetto vip. Quando mi capita mi sento un po' pirla perché mi verrebbe da salutare il personaggio di turno come un vecchio amico Ohi, ciao, come te la passi, è da un tòcco che non ti vedo.

lunedì 29 settembre 2014

Ri-Conoscersi - African Journal DAY 13

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h 13:10 Chipata


Questa è una mattinata assurda. Innanzitutto piove e ci saranno 15 gradi al massimo. Savana e ombrelli. Un freddo barbino. E sono certa di trovarmi qui nella stagione secca. Pazzesco.

Siamo partiti alle 7:30 in direzione POZE e a seguire, seconda tappa a CHIKUWE. Che poi anche a segnarsi i nomi e a googlearli, non li trovereste comunque ma tant'è. L'unico navigatore satellitare in nostra dotazione è Bambo Francis.

mercoledì 18 giugno 2014

Meglio di Jurassic Park - African Journal DAY 11 e 12

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  h 7:41   South Luangwa National Park ZAMBIA - DAY 12


I miei consigli per un felice soggiorno al Marula Lodge del South Luangwa National Park:
- scegliete un bungalow lontano dalle piante. Mi ringrazierete.
- sistemate la zanzariera a tenda sopra al letto prima che faccia buio. 
Lo so, dovrebbe essere ovvio. Ma se, come me, avete abbassato la guardia riguardo al timore delle malefiche zanza malariche, dal momento che sull'altopiano non ne avete incontrate, ci penserà una di loro a punire la grave noncuranza.
Perfida. Zanzarerà nella vostra orecchia sinistra per tutta la notte. Il messaggio terroristico subliminale "buahaha moriraiiii" non garantirà un dolce riposo.

Sbagliando si impara. 
Il mio bungalow era perl'appunto sotto una magnifica pianta.
Chi poteva immaginare fosse il parco giochi prediletto da un branco di scimmie scalmanate? Babbuini bastardi.

giovedì 1 maggio 2014

Quella volta che guidava Marilyn

Sono inesorabilmente bionda.
Nel senso più stereotipato del termine. Una Marilyn sovrappensiero alberga in me.

Ed è proprio per farmene una ragione, e amarmi così come sono, che è accaduto tutto questo. E' chiaro.

Al casello dell'autostrada ho notato di essere appena entrata in riserva.

Potrei anche fermarmi qui col racconto, vero? Lo so. Epilogo scontato.
Avevo la mia amica Cina a bordo e uno sconosciuto utente di blablacar che avevo caricato pochi kilometri prima. Si chiama blablacar il servizio no? A allora si chiacchiera. E io come chiacchiero ah, ero allegra pure e allora via di parole che è un piacere.

Passano non so quanti kilometri.
Troppi e - IMPROVVISAMENTE - io lo so.
Sudorazione a mille. Il pensiero Usciamo alla prima o non ci arriviamo al distributore si impone come un ordine. Lo dico ai passeggeri. Silenzio di imbarazzo. Ma no dai, vedrai ci arriviamo mi dice il malcapitato car surfer. Povero, ignaro.
Non lo ascolto. Per fortuna, col senno di poi.
Esco dall'autostrada, dopo pochi kilometri e a 2 soli dal primo distributore segnalato dal navigatore, l'auto si spegne.
Mi sale un'onda di vergogna tale che mi impedisce di dire ai miei passeggeri -  e lo scopriranno solo leggendo qui - che io so perfettamente come procedere. Perchè mi è già successo, di restare a piedi senza gasolio.
Non lo riesco nemmeno a dire. La vergogna è un'emozione potente.
Non mi faccio paralizzare e anzi agisco. Appena la macchina si spegne, tengo a bada commiserazione e imbarazzo. Accosto, e in 4 secondi netti scendo e mi sbraccio.
La prima auto che passa si ferma.
E già di per sè, è un fatto eccezionale. (Ma a pensarci meglio, neanche troppo per una bionda, ci sono anche effetti collaterali positivi no?)

mercoledì 30 aprile 2014

Nella mia terra di mezzo

C'era una volta quella storia dell'eterna lotta tra Mente e Istinto.

Altrimenti conosciuti come Testa e Pancia, da altri battezzati Ragione e Intuito.
Gagliardi e determinati, entrambi. Spacconi per meglio dire, a volte.
Ho fatto il tifo per ciascuno a fasi alterne. Sono seduttori scaltri.
La sfida primordiale.
Dai, la conosciamo tutti. Certi schiaffoni. Duello eterno. Doloroso a volte.
Necessario direi.

Perchè a onor del vero, immaginarsi una Vittoria - con la V maiuscola proprio, definitiva -  di uno qualsiasi tra i due, sembra impossibile.
Non è cosa per questo mondo, per questa vita.
Lottano, ma sono necessari l'uno all'altro. Pensaci.

Parliamo però delle due palle che mi faccio a vivere nel mezzo di questa battaglia quotidiana. 
Mi sembra di non conoscere pace.  Immersa in un mare di incertezza, comoda come una trota sugli sci.

Poi un giorno mi arriva un messaggio. No, mica con uozzapp, parlo di roba spiritualissima.

domenica 30 marzo 2014

Nessun piano oltre a questi.

Non ho un piano.
Ne ho almeno 34 diversi. Intrecciati. Contraddittori. Portano tutti nello stesso posto. O almeno, ci scommetto.
Ad ogni bivio cambio rotta, provo a Sentire nella pancia quale sia la direzione per me.

Se mi azzardo a usare la testa, me ne pento il più delle volte. La coerenza non mi attrae. E spesso mi giudico per questo. A volte però è la paura che sta al timone. Maledetta.
(O benedetta?)
Quando c'è lei, mi guardo intorno, vedo quello che manca e mi sento di fallire.
Tragica, melodrammatica. Quanto mi prendo sul serio a volte? Pure troppo.
Per scegliere la propria Via, forse basta chiudere gli occhi, senza paragonarsi, ai percorsi degli altri o magari ai percorsi ideali?

Nel silenzio si può ascoltare. Dove si va adesso? Cosa mi serve? Cosa desidero? 

Cerco solo di non dimenticare che conta solo COME. Che dove vado non importa a nessuno.
E' COME vivo che ha valore. Per me, e di riflesso per chi condivide i miei percorsi.

Giusto?

Ma a chi lo devo chiedere se lo è, giusto, ciò che scelgo? Non c'è risposta fuori. E' tutto dentro. Qui.
Me lo dimentico ad ogni angolo. Ho la memoria di Dory, la pesciolina di Nemo.

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