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giovedì 3 settembre 2015

Nasi bagnati - African Journal DAY 23 - the last one

(Stai leggendo una pagina di AFRICAN JOURNAL - il diario del mio viaggio in Zambia nel 2012.
Trovi il resto sotto l'etichetta Africa. Sì, qui le cose semplici vanno alla grande.
Se vuoi altre info sull'associazione con cui sono partita, scrivimi, orsù: esplorattrice@gmail.com)

h 15:00 - Lilongwe (Malawi)


L'aereo sta per decollare. 
Questa mattina mi ha svegliata il canto di un gallo zambiano e avrei voluto fermare il tempo. E' una giornata colma di malinconia e gratitudine shekerate. 

Dopo la colazione tutti insieme, al momento dei saluti, Padre Temerughet aveva in braccio il piccolo Seth, di 13 mesi, figlio di una coppia di americani che vive in Malawi, sua ospite. 
Mi sono avvicinata e con un sorriso e la guancia appoggiata a quella del piccolo, mi ha raccomandato "Non gocciolare eh", avevo già l'occhietto lucido lucido, da commozione veloce. Troppo tardi, le prime lacrimuccie avevano già preso la loro strada per rimanere in Africa.

A darci il via, per toccare emozioni forti, è stato proprio lui poco prima, raccontandoci delle storie dure ed intense, tratte dalle sue esperienze come missionario in terre più difficili, come l'Uganda ai tempi delle rivolte dei ribelli, alcuni anni fa.
Ha preparato un bello scivolo per la mia già certa commozione in vista della partenza. 

giovedì 27 agosto 2015

Oro Blu oltre le minacce - African Journal DAY 21 and 22

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h 20:00 - Chipata

La giornata di ieri è stata la più lunga e faticosa fin qui.  
Un venerdì 17 coi controfiocchi.


La mattinata è stata spesa per verificare i lavori nell'amato villaggio di CIZIMATI - quanto mi piace quel luogo, santAfrica - e a SIMION e KONKONI.
Le sorprese - brutte - sono state infinite. 
In ordine sparso:
- tubi di numero inferiore a quanto stabilito - per contarli avevamo delegato gli abitanti del villaggio, chi più di loro avrebbe potuto averne maggiore "interesse"? E soprattutto - non ci fidiamo più di nessuno, ahinoi.
- la pompa montata a KONKONI ha una crepa.
- il cemento della struttura dei pozzi è mal rifinito o quasi assente.

mercoledì 26 agosto 2015

Vicini al Mal D'Africa - African Journal DAY 20

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h 19:00 - Chipata


Questa mattina il gruppo si è diviso. Corista e Cuggi sono andati direttamente a Citiela per monitorare la prosecuzione dei lavori diretti dal team di Curry. Nel frattempo io, Piedone, Il Nordico e Plettro abbiamo incontrato Fox e il suo socio Mandingo, cintura nera di simpatia proprio. 
Una litigata storica signori e signore. Vi ha partecipato in modo attivo anche Bridge, guadagnandosi definitivamente la nostra incondizionata fiducia.
Alla fine della discussione il povero Fox mi faceva quasi un po' pena. Quasi. Un po'. Si è imbarcato in una impresa più grande delle sue possibilità. Della sua incapacità tuttavia ne abbiamo pagato le spese noi, in salute. C'abbiamo un fegato così. 
Ora abbiamo da sperare che, come stabilito, domani lui riesca a completare l'ultimo pozzo a Cizimati e che ci sia quindi possibile pagarlo senza remore o dubbi.
Non vediamo l'ora di salutarlo A MAI PIU'. 
Domani controlleremo il suo lavoro insieme a Bridge, sarà una giornatina di esami.

mercoledì 19 agosto 2015

Venezia in 6 ore e 13 euro - Cheap and Chic


Preludio:
avevo proprio in mente IL weekend romantico, sognato da mesi, ricamatissimo di baci appassionati al chiaro di luna (pensa te) su un ponte qualsiasi di questa città cartolina. Un classicone totale.
Che a comportamenti rischio diabete da coppietta innamorata stiamo rasenti allo ZERO e con questa eran 1000 punti così, di botto.

Inoltre mi ero anche già messa il cuore in pace: "Venezia è cara" sentenziavo tra me e me. Tanto per darmi il permesso di googolare solo i 5 stelle tra i millemila alberghi della laguna.

POI L'IMPREVISTO.
Anzi. Diciamola tutta.
L'imprevisto sarebbe stato RIUSCIRCI a portare a termine tale ambizioso progetto. Io sono una tipetta impegnata ma LUI. Lui è sistematicamente e inesorabilmente impegnato. E le probabilità che lo sia, sono direttamente proporzionali al grado di romanticheria della proposta.

Me ne son fatta una ragione da anni. Ma non demordo.

E soprattutto. Volevo Venezia? E Venezia ho avuto.

martedì 10 marzo 2015

Lente di ingrandimento sulle Ombre - African Journal DAY 19

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h 19:00 - Mpangwe


Oggi è stato scavato il pozzo di CITIELA, il primo selezionato dalla lista del governo. Abbiamo incontrato Curry e i suoi operai in città - al loro "quartier generale" e poi siamo andati insieme al villaggio. Non è lontano dal cartellone che indica la fine del territorio di Chipata, direzione Lusaka. Giri a sinistra nel nulla della savana e prosegui sulla pista. 
Bambo Francis aveva un impegno stamane e anche Bridge - tra meeting e hospital dalla moglie - inizialmente ci aveva lasciati soli. Ci siamo aiutati col GPS prima di finire dispersi nel nulla. Avevamo segnato le coordinate alla prima visita, alcuni giorni fa, così abbiamo raggiunto il villaggio senza particolari problemi. Santa tecnologia.

venerdì 27 febbraio 2015

Brezza d'Africa, fresca - African Journal DAY 18

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h 19:00 - Mpangwe


Ieri sera ho  pigliato tutto il mio coraggio, pure quello di scorta, e ho chiesto a Bambo Francis la COSA. Ovvero ciò che non riuscivo a chiedere.
Mi ha risposto che non si ricorda. Tutto qui.
Di chiedere a chi c'era. L'unica, oltre a lui, che conosco, ancora in vita e presente al momento dei fatti è un'amica di mamma. All'epoca bambina come lei. Lei c'era. E non è di grande aiuto. 
Potrei chiedere a mia mamma direttamente. Lo farò? Non lo so. Forse no. Non lo sento giusto per lei. Rispolverare vecchie ferite. Non mi pare una grande idea. 
Sembra una bolla di sapone che scoppia. E con lei il riflesso di un Altro mondo possibile è perduto. E forse è meglio così.

La giornata di oggi è stata nuovamente - sorprendentemente, amara. Da stamattina, Fox e compari li abbiamo proclamati in via definitiva dei DISASTRI.

giovedì 29 gennaio 2015

Lunedi sbagliato - African Journal DAY 17

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h 20:00 - Mpangwe

Odio i lunedì. 
Questa giornata è stata cocente. Di sole e di delusioni. 
Le menzogne, le bugie. Ecco il veleno. La verità non mi fa così paura. Sono le menzogne ad avvelenare, il cuore, l'entusiasmo, la purezza. Che delusione profonda, come un lago ghiacciato in fondo alla pancia, ecco ciò che ho provato oggi.

Il villaggio di Cacevere o come cavolo si chiama, ci ha mentito. Tutto un villaggio ci ha preso per i fondelli. Questa poi.
Quel catino con l'acqua melmosa che ci hanno mostrato l'altro giorno, è stata un'esca studiata per impietosirci. Forse.
Questo dubbio ci ha scavato una fossa sotto ai piedi e da quella condizione - con lo stupore triste di quella incerta scoperta negli occhi - non riuscivo già più a guardare con lo stesso sguardo quei bimbi intorno a noi.
Quanto è accecante la rabbia? Abbiamo ricevuto uno sgambetto così ingrato da ammutolirci.


martedì 30 dicembre 2014

Sotto questo cielo - African Journal DAY 16

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h 20:40 Mpangwe

La volta celeste è una cupola profonda punteggiata da miriadi di luci. Miriadi. Rende l'idea? 
Tagliata come una terra fertile da un fiume in piena: la via lattea. E' uno spettacolo estasiante. 
Come sottofondo stasera sentiamo i canti delle donne radunate nei pressi della basilica qui a fianco. 
La nenia delle loro preghiere accompagna la nostra ispezione di questo cielo pazzesco alla ricerca di stelle cadenti. Abbiamo spento tutte le luci del cortile e la corte buia della missione fa da quinta al più grande spettacolo notturno. Immenso. 
Eccola! Ho visto la Mia stella. Espresso il Mio desiderio, pieno di Amore.

La giornata può dirsi conclusa senza rammarico.

 

domenica 23 novembre 2014

Inaugurazione - African Journal DAY 15

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h 8:00 Mpangwe

Un risveglio colorato da una piccola tristezza: due dei tre micetti nati l'altra notte non ce l'hanno fatta. Sono immobili e la loro mamma gatta ha smesso di leccarli. L'altro, il più piccolo continua a prendere il latte, chissà se si rende conto di brindare alla sopravvivenza.

C'è il sole e Fox non risponde al telefono. Senza la sua conferma che i lavori stiano effettivamente iniziando non ha senso partire da qui.
Ecco, ora il Nordico ha parlato con Bridge. L'impresa è ferma perché pare non abbiano i soldi per fare il pieno di benzina al mezzo escavatore. O CHISSA' PER QUALE ALTRO MOTIVO.
DINUOVO.
Davvero un pessimo inizio di giornata.



h 17:10 

Stamattina abbiamo incontrato Fox e Bridge al distributore di benzina a fianco dell'Hotel Protea a Chipata. Fox era al telefono con il suo capo. Ha un capo? Abbiamo scoperto che ha

domenica 9 novembre 2014

Almeno per un minuto - African Journal DAY 14

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h 11:57 Mpangwe

Ci  siamo persi. 
Siamo da qualche parte ad alcuni chilometri dalla missione di Mpangwe. Bambo Francis in questo momento sta chiedendo indicazioni ai passanti. Pertanto. Siamo nella savana e il nostro unico punto di riferimento ottuagenario sta andando per vani tentativi alla ricerca della pista che ci riporterà alla missione. Molto bene. 
L'unica certezza sono le buche. Ma cosa dico buche. I crateri. Ho una scrittura da terremoto potente, decifrare il diario sarà interessante.


Ecco il sunto dei problemi che stiamo incontrando stamattina: abbiamo visitato alcuni villaggi in zona, (molti di essi, più che villaggi veri e propri, sono Farms, piccole comunità agricole, le loro abitazioni sono versioni African Style delle fattorie nostrane),

venerdì 7 novembre 2014

New York City - Once in a lifetime


E' come incontrare una celebrity. Ti sembra di conoscerla, e pure bene. Perché ne hai visti tanti di suoi profili, interpretazioni, ne conosci i punti deboli e le qualità che la rendono unica.
Hai quella sensazione di Déjà vu. 
Che poi. Non so se ti è mai capitato di incontrare davvero dal vivo un cosiddetto vip. Quando mi capita mi sento un po' pirla perché mi verrebbe da salutare il personaggio di turno come un vecchio amico Ohi, ciao, come te la passi, è da un tòcco che non ti vedo.

lunedì 29 settembre 2014

Ri-Conoscersi - African Journal DAY 13

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h 13:10 Chipata


Questa è una mattinata assurda. Innanzitutto piove e ci saranno 15 gradi al massimo. Savana e ombrelli. Un freddo barbino. E sono certa di trovarmi qui nella stagione secca. Pazzesco.

Siamo partiti alle 7:30 in direzione POZE e a seguire, seconda tappa a CHIKUWE. Che poi anche a segnarsi i nomi e a googlearli, non li trovereste comunque ma tant'è. L'unico navigatore satellitare in nostra dotazione è Bambo Francis.

mercoledì 18 giugno 2014

Meglio di Jurassic Park - African Journal DAY 11 e 12

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  h 7:41   South Luangwa National Park ZAMBIA - DAY 12


I miei consigli per un felice soggiorno al Marula Lodge del South Luangwa National Park:
- scegliete un bungalow lontano dalle piante. Mi ringrazierete.
- sistemate la zanzariera a tenda sopra al letto prima che faccia buio. 
Lo so, dovrebbe essere ovvio. Ma se, come me, avete abbassato la guardia riguardo al timore delle malefiche zanza malariche, dal momento che sull'altopiano non ne avete incontrate, ci penserà una di loro a punire la grave noncuranza.
Perfida. Zanzarerà nella vostra orecchia sinistra per tutta la notte. Il messaggio terroristico subliminale "buahaha moriraiiii" non garantirà un dolce riposo.

Sbagliando si impara. 
Il mio bungalow era perl'appunto sotto una magnifica pianta.
Chi poteva immaginare fosse il parco giochi prediletto da un branco di scimmie scalmanate? Babbuini bastardi.

giovedì 1 maggio 2014

Quella volta che guidava Marilyn

Sono inesorabilmente bionda.
Nel senso più stereotipato del termine. Una Marilyn sovrappensiero alberga in me.

Ed è proprio per farmene una ragione, e amarmi così come sono, che è accaduto tutto questo. E' chiaro.

Al casello dell'autostrada ho notato di essere appena entrata in riserva.

Potrei anche fermarmi qui col racconto, vero? Lo so. Epilogo scontato.
Avevo la mia amica Cina a bordo e uno sconosciuto utente di blablacar che avevo caricato pochi kilometri prima. Si chiama blablacar il servizio no? A allora si chiacchiera. E io come chiacchiero ah, ero allegra pure e allora via di parole che è un piacere.

Passano non so quanti kilometri.
Troppi e - IMPROVVISAMENTE - io lo so.
Sudorazione a mille. Il pensiero Usciamo alla prima o non ci arriviamo al distributore si impone come un ordine. Lo dico ai passeggeri. Silenzio di imbarazzo. Ma no dai, vedrai ci arriviamo mi dice il malcapitato car surfer. Povero, ignaro.
Non lo ascolto. Per fortuna, col senno di poi.
Esco dall'autostrada, dopo pochi kilometri e a 2 soli dal primo distributore segnalato dal navigatore, l'auto si spegne.
Mi sale un'onda di vergogna tale che mi impedisce di dire ai miei passeggeri -  e lo scopriranno solo leggendo qui - che io so perfettamente come procedere. Perchè mi è già successo, di restare a piedi senza gasolio.
Non lo riesco nemmeno a dire. La vergogna è un'emozione potente.
Non mi faccio paralizzare e anzi agisco. Appena la macchina si spegne, tengo a bada commiserazione e imbarazzo. Accosto, e in 4 secondi netti scendo e mi sbraccio.
La prima auto che passa si ferma.
E già di per sè, è un fatto eccezionale. (Ma a pensarci meglio, neanche troppo per una bionda, ci sono anche effetti collaterali positivi no?)

mercoledì 30 aprile 2014

Nella mia terra di mezzo

C'era una volta quella storia dell'eterna lotta tra Mente e Istinto.

Altrimenti conosciuti come Testa e Pancia, da altri battezzati Ragione e Intuito.
Gagliardi e determinati, entrambi. Spacconi per meglio dire, a volte.
Ho fatto il tifo per ciascuno a fasi alterne. Sono seduttori scaltri.
La sfida primordiale.
Dai, la conosciamo tutti. Certi schiaffoni. Duello eterno. Doloroso a volte.
Necessario direi.

Perchè a onor del vero, immaginarsi una Vittoria - con la V maiuscola proprio, definitiva -  di uno qualsiasi tra i due, sembra impossibile.
Non è cosa per questo mondo, per questa vita.
Lottano, ma sono necessari l'uno all'altro. Pensaci.

Parliamo però delle due palle che mi faccio a vivere nel mezzo di questa battaglia quotidiana. 
Mi sembra di non conoscere pace.  Immersa in un mare di incertezza, comoda come una trota sugli sci.

Poi un giorno mi arriva un messaggio. No, mica con uozzapp, parlo di roba spiritualissima.

domenica 30 marzo 2014

Nessun piano oltre a questi.

Non ho un piano.
Ne ho almeno 34 diversi. Intrecciati. Contraddittori. Portano tutti nello stesso posto. O almeno, ci scommetto.
Ad ogni bivio cambio rotta, provo a Sentire nella pancia quale sia la direzione per me.

Se mi azzardo a usare la testa, me ne pento il più delle volte. La coerenza non mi attrae. E spesso mi giudico per questo. A volte però è la paura che sta al timone. Maledetta.
(O benedetta?)
Quando c'è lei, mi guardo intorno, vedo quello che manca e mi sento di fallire.
Tragica, melodrammatica. Quanto mi prendo sul serio a volte? Pure troppo.
Per scegliere la propria Via, forse basta chiudere gli occhi, senza paragonarsi, ai percorsi degli altri o magari ai percorsi ideali?

Nel silenzio si può ascoltare. Dove si va adesso? Cosa mi serve? Cosa desidero? 

Cerco solo di non dimenticare che conta solo COME. Che dove vado non importa a nessuno.
E' COME vivo che ha valore. Per me, e di riflesso per chi condivide i miei percorsi.

Giusto?

Ma a chi lo devo chiedere se lo è, giusto, ciò che scelgo? Non c'è risposta fuori. E' tutto dentro. Qui.
Me lo dimentico ad ogni angolo. Ho la memoria di Dory, la pesciolina di Nemo.

lunedì 17 marzo 2014

Adrenalina road - African Journal DAY 10

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 h 11:06  Chipata ZAMBIA - DAY 10

Bulashu è uno dei villaggi in cui l'associazione ha scavato un pozzo lo scorso anno. Lo stiamo visitando questa mattina. Il pozzo funziona, anche se dal numero di pompate necessario ad attingere l'acqua dobbiamo dedurre che le guarnizioni siano poco efficienti. 

La strada che percorriamo oggi vince il premio ADRENALINA fin qui. Mille milioni di buche. Ma cosa dico buche. Crateri. La jeep procede a fatica. Ma soprattutto.. il guado. Abbiamo da affrontare un guado in un fiume infestato dai coccodrilli.
Va beh non proprio. Ma si prospetta divertente e ci separa - insieme ad altre innumerevoli buche - dal prossimo villaggio in programma per questa giornata di verifica.

Questo è uno dei villaggi più isolati. Perfetto secondo i requisiti che l'associazione cerca di seguire. Ecco perchè siamo venuti a scavare proprio qui, il governo non lo avrebbe mai scelto come prioritario. Eppure ci vivono centinaia di persone.
Il prossimo villaggio è Tawanjala che in cinjanja significa sfuggire dalla fame.   

Uno delle decine di bimbi che ci osservano nella nostra pallida apparenza ha una reazione incontrollata. Scoppia a piangere. Siamo troppo mostruosi. Resta nascosto vicino alla mamma eppure non scappa. Ha questa emozione forte che lo fa singhiozzare dalla paura ma ci fissa curioso e sopraffatto dalla sorpresa insieme.

venerdì 21 febbraio 2014

Mi è scesa la catena



Sarebbe a dire: sono in panne. Ferma, impantanata.
Sono giornate bigie. Da dormite lunghissime.
Azioni compulsive. Disorientamento persistente.
Quelle giornate in cui qualsiasi cosa, anche la più banale decisione, è iperdifficile.

E mi vergogno.
Che lo so, ho problemi molto superficiali. Niente di serio. Scazzo generale. Niente va esattamente come vorrei. Capricci? sì, un po'.
Ma anche insoddisfazione motivata e diffusa. Democratica.
Niente di definitivo, determinante.
All'apparenza, dico io. Perchè se sto così una chiavica, qualche gancio profondo deve essersi mosso.

mercoledì 19 febbraio 2014

Che se rinasco voglio essere un gatto ad Istanbul

Ecco i custodi della città di Istanbul.
Randagi, ma mica troppo. Gatti, anche molti cani. Tutti ben pasciuti mi son sembrati codesti quattrozampe, ti dirò.
Sono a casa.
Le vie della città. I monumenti stessi. Le vetrine dei negozi. Ci vivono belli beati e sereni.

martedì 18 febbraio 2014

Turchia portami via - Istanbul, ritornerò

Ne avevo avuto il sospetto. Così, a sensazione.  
Guarda che Istanbul è un posto pazzesco, un crocevia culturale unico al mondo mi avevan detto.
L'unica città che sta in due continenti. Lei può. Asia e Europa. Shekerate. Millemila epoche diverse ammucchiate con fascino.
Non so se sia stata la febbre - di cappadocica origine, a darmi questa sensazione speciale.
Camminavo per le strade della città, imbottita di tachipirina e mi veniva voglia di perdermi. Costantinopoli fai di me quello che vuoi.
Ad ogni angolo una sorpresa, un segno contraddittorio, inaspettato, magico. Quasi un rituale di ipnosi continuo.
Poi però la febbre è passata, l'ho lasciata sul Bosforo, le ho detto vai và, che ti diverti, dietro ad uno dei centinaia di gabbiani che inseguono il traghetto, au revoir. La febbre se ne è andata, ma la sensazione magica no.
Istanbul mi ha stregata.


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